Le Startup di Grocery Delivery per la prima volta superano le Meal Delivery

grocery-vs-food

Per la prima volta, a livello globale, le start-up di Grocery Delivery (consegna a casa di generi alimentari vari) hanno superato nella raccolta di finanziamenti quelle più note di Meal Delivery (consegna di pasti pronti).

In tutto il mondo le Startup di Grocery Delivery finora questo anno hanno raccolto 429 milioni di dollari , secondo i dati di CB Insights. Le aziende di Meal Delivery invece, partite prima e con una maggiore attenzione da parte degli investitori occidentali, hanno raccolto 352 milioni di dollari durante lo stesso periodo.

Di per se a molti la notizia potrebbe non sembrare particolarmente rilevante, ma per gli addetti ai lavori questa rapida evoluzione dei finanziamenti a Startup Grocery suona come una sveglia, lasciando presagire che il momento di uno sviluppo ecommerce anche del Grocery sia arrivato.

Le centinaia di milioni di Euro destinati a Startup Grocery si sommeranno a quelle che grandi soggetti come Amazon stanno già investendo in questa strada, innescando da un lato un’evoluzione di infrastrutture e tecnologie ad oggi carenti e dall’altro abituando il consumatore alla spesa online. Una rapida prospettiva di sviluppo del canale ecommerce nel mondo della spesa di tutti i giorni sembra dunque cosa certa e peraltro già avviata in alcuni paesi.

A livello mondiale a trainare questo fenomeno è soprattutto la Cina in cui la struttura del mercato e le abitudini della popolazione fanno in modo che le società di Grocery Delivery trovino un terreno particolarmente fertile e di conseguenza ricevano grande attenzione da parte dei finanziatori.

Liu, CEO and founder of China's e-commerce company JD.com, rides an electric tricycle as he makes a delivery run in Beijing

La Cina ha infatti il più grande mercato di generi alimentari online, stimato in circa 180 miliardi di $ entro il 2020, secondo i dati dell’Istituto di Grocery Distribution (IDG). Il mercato ha attualmente un valore di 41 miliardi di dollari.

Le Startup di Grocery Delivery riescono a soddisfare le abitudini e le esigenze di trasporto dei consumatori cinesi più di quanto non avvenga in occidente. Nonostante l’utilizzo di automobili sia in aumento, la maggior parte delle persone ancora si muove con i mezzi pubblici per andare a lavoro e in negozio. Circa il 40 per cento dei consumatori cinesi compra cibo on-line, secondo un rapporto McKinsey. Negli Stati Uniti, solo il 10 per cento dei consumatori acquista online alimentari e in Europa ancora meno.

In Occidente l’alto livello di evoluzione e competitività della distribuzione alimentare tradizionale  ha infatti fin’ora rappresentato una barriera all’ingresso di nuovi soggetti che sparigliassero le carte in tavola con soluzioni innovative. L’Italia è in questo senso uno dei mercati più in ritardo.

Al tempo stesso le Startup estere nate già come e-retailer food stanno moltiplicandosi e crescendo di dimensioni. Ele.me per esempio, ha appena chiuso con Alibaba per un finanziamento da 1,25 Miliardi di Dollari. Raiders for Baidu ha già raggiunto una stima di valorizzazione di 2,5 Miliardi di Dollari. Oltre ai cinesi ovviamente anche i Californiani non si tirano mai indietro e Instacart vale oggi anch’essa oltre 2 Miliardi di Dollari.

instacart

Nei prossimi anni sembra pertanto inevitabile una rapida evoluzione del mercato Grocery verso soluzioni sempre più multicanale, attraverso soggetti nuovi che godranno di una rafforzata fiducia da parte degli investitori e di conseguenza delle risorse necessarie a competere con le catene preesistenti. Al tempo stesso anche le infrastrutture e i processi distributivi avranno avuto modo di svilupparsi  nei paesi in via di sviluppo, che stanno saltando una parte del processo di sviluppo Retail (i nostri anni ’90).

Focalizzandoci sull’Italia la percentuale delle vendite Grocery online è una delle più basse dei paesi occidentali. Appena il 2%, contro una media del 5% a livello globale, che sale di molto su alcuni paesi, come la Cina e l’India. Va però anche detto che l’Italia è una delle prime nazioni in termini di crescita di questo tasso, attorno al 30% rispetto all’anno prima. E questo lascia intendere che anche nel bel paese il fenomeno sia già partito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...