Come Pokémon Go potrebbe rivoluzionare il modo di fare Marketing

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La realtà aumentata è un concetto presente nella letteratura fantascientifica già dagli anni quaranta in cui ci si auspicava la possibilità di poter leggere, tramite una schermata posta in sovrimpressione, dei dati riguardanti la persona di fronte

La tecnologia per fare ciò fu pronta però soltanto a fine anni ottanta e nonostante questo il suo utilizzo è rimasto piuttosto marginale, malgrado a più riprese diverse società e start up abbiano provato a diffondere alla massa diverse soluzioni di AR. Nessuno riusciva realmente a convertire tali tecnologie in qualcosa di utilizzabile in larga scala e di interesse comune.

E questa mancanza di chiarezza è rimasta così fino a poche settimane fa. L’avvento di Pokémon Go sta cambiando le carte in tavola.

Il mondo digital e quello fisico possono arrivare a fondersi in un connubio dalle mille potenzialità, e il Marketing può uscirne totalmente rivoluzionato, soprattutto quello delle catene Retail, caratterizzate da luoghi fisici che necessitano di essere costantemente ravvivati.

Pokémon Go: come funziona

Pokémon Go è un gioco sviluppato da Niantic, una delle Startup nate in seno a Google da ex dipendenti di Google Earth. E’partecipata proprio da Google, Nintendo e Pokémon Company.

Pokémon Go riprende il videogioco reso celebre 21 anni fa dalla Nintendo e rilanciato come cartone animato di successo presso i Millennials di tutto il mondo. Proprio come nel gioco originario si va a caccia dei Pokémon. In questo caso però si va in giro all’aperto, stanando Pokémon selvatici nei loro habitat naturali. Una volta trovato uno dei tanti animaletti si cerca di catturarlo lanciandogli una Poke Ball.

Il tutto utilizzando l’App e il monitor del proprio Smartphone. La realtà aumentata consente quindi all’utente di osservare nell’ambiente circostante dei Pokemon. Cosa che rende il gioco estremamente interattivo e realistico.

Questo sta dando vita a scene paradossali in cui masse di persone inseguono nel nulla dei personaggi immaginari nel tentativo di catturarli.

Il modello di Business che sta dietro Pokemon Go è basato su una formula Freemium dove gli utenti pagano per accedere a strumenti potenziati e acquistare oggetti virtuali, che sta garantendo alla fortunata cordata di investitori la cifra record di 1,6 milioni di dollari al giorno.

Non entriamo nel merito del divertimento garantito dal gioco, che può piacere o non piacere anche a causa del soggetto scelto, adatto soprattutto ad un target molto giovane, ma il risultato è comunque un enorme successo di engagement e partecipazione.

Il tempo medio di utilizzo batte nettamente quello di WhatsApp, finora leader indiscusso.

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Il numero di utenti attivi su Pokemon Go in Android ha ormai superato Twitter e si avvicina velocemente a quello di Snapchat e Maps.

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E tutto questo in appena una manciata di settimane. Sembra che sia arrivato il tempo per un’affermazione di massa della realtà aumentata e che soprattutto i giovani, espressione dei comportamenti del futuro, apprezzino senza limiti una rilettura dell’ambiente che li circonda tramite lo schermo di uno smartphone.

Che ci piaccia o no il trend della Realtà Aumentata è destinato ad espandersi a macchia d’olio e a corto giro saranno in tanti a rilanciare questa formula in vari settori, a cominciare dai Marketeer.

Realtà Aumentata: le potenzialità in chiave marketing

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La Realtà Aumentata consente di ipotizzare tantissime nuove soluzioni di Marketing, soprattutto per i Retailer, caratterizzati da spazi fisici che si prestano ad essere animati.

L’esempio di Pokemon Go lascia intravedere un’opportunità immediata: cosa succede se i pokemon compaiono nei nostri punti vendita? Ovviamente una discreta quantità di persone sarà spinta a frequentare i nostri punti vendita per giocare, e con ciò avremo delle ricadute positive di immagine e di vendite.

E questo esempio potrà essere moltiplicato per tutta la marea di giochi che usciranno sulla falsa riga di Pokemon Go nei prossimi mesi.

Guardando più in grande si scorge la possibilità di replicare l’interazione di Pokemon Go all’interno di una qualunque piattaforma. Come in Pokemon Go è infatti possibile ipotizzare di nascondere degli oggetti virtuali in in luoghi fisici ben precisi. Un proprio buono all’interno di un punto vendita della concorrenza. Oppure la lattina di una bibita all’interno di un Fast Food, anche se non si hanno rapporti commerciali con quest’ultimo.

Piazzare dunque degli oggetti virtuali di advertising in punti fisici strategici, attraverso una piattaforma che potrà essere Pokemon Go o le altre che nei prossimi anni arriveranno, andando in questo modo a scardinare i classici vincoli del mondo fisico.

Nel caso per esempio si arrivi ad ottenere una piattaforma a realtà aumentata realmente ampia (come Facebook) potremmo ipotizzare di ottenere delle impressions (di un banner, di un prodotto virtuale etc) su una massa di milioni di consumatori esattamente nel momento in cui questo è più efficace, ossia quando stanno acquistando presso il nostro competitor.

Oppure ancora è ipotizzabile di esasperare il concetto di Gaming aumentando l’interazione del consumatore in termini di informazioni, ricette, sfide o tanto altro.

D’altro lato è ipotizzabile una più forte connessione tra acquisti fisici e ecommerce, fino alla possibilità di vendere in maniera virtuale all’interno dei negozi della concorrenza, esasperando il concetto di Showrooming. Una rottura di stock piuttosto che una comparazione di prezzi porterà il consumatore a valutare la disponibilità virtuale di quel prodotto presso altri canali,  e questo aprire ad un acquisto misto. Attualmente mancano ancora delle piattaforme capaci di aggregare questa necessità in maniera trasversale ma è prevedibile che a breve avremo modo di osservare delle novità.

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La Realtà Aumentata consente inoltre di sviluppare il classico advertising a due velocità. Un esempio può essere quello di Viking che ha realizzato delle classiche pagine di adv sui periodici che osservate con Smartphone danno una dimostrazione in 3D del prodotto interessato.

Pokémon Go lascia dunque pensare che la tecnologia e una buona parte di consumatori siano ormai pronti ad una dinamica di interazione più avanzata, in cui i confini tra fisico e virtuale siano talmente labili da confondersi. Questo non può che accelerare quel processo di Omnicanalità che tutti aspettano.

 

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