Come i Retailer usano Snapchat, l’astro nascente tra i Social

Snapchat Is Tapping Into E-Commerce2

E’ la novità del momento in ambito social. Continua a crescere in maniera inarrestabile, tant’è che Bloomberg parla di un suo sorpasso su Twitter nel numero di utenti giornalieri e lo vede già in scia ad Instagram.

Facebook: 1.09 miliardi
Instagram: 200 milioni
Snapchat: 150 milioni
Twitter: 136 milioni
Linkedin: 53 milioni
Pinterest: 50 milioni

Oltre 150 milioni di utenti al giorno lo utilizzano in tutto il mondo, con un tasso di engagement superiore a quello di Instagram.

Come funziona Snapchat?

Si tratta di un social utilizzabile esclusivamente su Smartphone la cui peculiarità sta nella possibilità di inviare immagini che non sono più disponibili dopo poco tempo. A differenza di Facebook dunque le bravate o le foto sconvenienti scompaiono e in tal modo si limitano le ricadute negative di alcune condivisioni troppo generose.

Questo ha reso Snapchat molto popolare nella sua fase di lancio come strumento di Sexting tra i giovanissimi , diffondendosi successivamente ad un parco di utenti molto più ampio, tra i 18 e i 35 anni. Oggi si stima appunto che lo usino 150 milioni di persone al mondo.

I contenuti di Snapchat sono grossomodo due:

  • Snap : messaggi di testo, invio di foto o invio di video condivisi privatamente con gli amici che possono essere visti solo una volta. Dopodiché scompaiono.
  • Storie : album di foto o di video che durano 24 ore e che possono essere visualizzati da tutti i propri contatti. Quest’ultima è probabilmente la funzionalità di maggiore potenzialità per i marketer.

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Nella sezione Discover viene inoltre visualizzata una pagina in cui è possibile visualizzare i contenuti relativi ai Brand globali di News come MTV, National Geographic etc.

Snapchat e il mondo Retail

Nonostante la sua popolarità dilagante tra i giovani e giovanissimi, target chiave per i grandi Brand di marca, questi sono stati lenti ad abbracciare Snapchat, preferendo ancora i tradizionali social network come Facebook e Instagram.

Le ragioni di questo ritardo sono molteplici:

  • Scarsità di risorse. Il mondo dei social si sta specializzando e questo significa presidiare diversi network con contenuti dedicati. Questo implica un impegno di risorse crescenti, ma lo scenario dei Social cambia molto più rapidamente di quanto le aziende non siano abituate a variare il marketing mix.
  • Limitatezza degli strumenti di analisi. Snapchat evidenzia ancora dei limiti nei modelli di analisi, che non consentono ai marketing managers di avere piena visibilità dei ritorni dagli investimenti effettuati.
  • La pubblicità su Snapchat non è economica, istintivamente si porta quindi  a preferire Facebook.
  • L’applicazione inoltre ha dei limiti nel meccanismo di ricerca. Devi già conoscere l’user dell’utente per collegarti a lui o alla pagina di un brand. Questo lo rende uno strumento più chiuso di Facebook e Instagram ed esteticamente più grezzo.

Questi limiti tuttavia non hanno scoraggiato tutti. Alcuni grossi brand, come Sephora, H&M, Nike, Maybelline, Gucci, Louis Vuitton lavorano su Snapchat da più di un anno ormai.

Sephora è stata uno dei primi retailer ad andare in diretta su App nel 2014. Per costruire il suo pubblico, Sephora ha ospitato concorsi a premi e ha lavorato alla realizzazione di Storie attivando Influencers social, come Hannah Bronfman.

Attualmente pubblica messaggi circa tre volte alla settimana, concentrandosi su contenuti relativi a propri prodotti tipicamente acquistati da giovani Millennials, in linea con il profilo demografico degli users di Snapchat.

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Sono inoltre molto gettonati dai Retailers i Geofilters. Questi consentono agli utenti di contrassegnare gli scatti fatti all’interno dei punti vendita della catena con delle frasi o dei filtri ad hoc. La geolocalizzazione consente infatti su Snapchat una logica di Tagging molto più elaborata.

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Taco Bell, la catena Californiana di Tacos ha invece creato una sorta di Movie da veicolare sotto forma di storia. Un mix di foto e video di oltre 4 minuti che unisce assieme concetti cari ai millennials per intercettare quello che anche per una catena di Fast Food è il target più interessante.

Altri si spingono invece verso sistemi di Couponing a tempo, assecondando la filosofia di Snapchat dove tutto dura pochissimo. Parmalat Australia per esempio ha creato dei Coupon della durata di 1 secondo. In quel brevissimo arco di tempo il consumatore deve riuscire a fare uno screenshot della schermata, che gli darà diritto ad uno sconto sul prodotto. I più lenti vengono invece invitati ad essere più rapidi al prossimo giro, fornendo delle anticipazioni sui giorni in cui potrebbero ricevere un nuovo snap. Questo finisce per aumentare l’attenzione e l’engagement del consumatore sul brand in oggetto.

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Una recente analisi di International Business Times dichiara che in USA il 77% degli universitari utilizzi Snapchat e che il 58% di loro comprerebbe un brand di cui avesse ricevuto un Coupon via Snapchat.

Anche Amazon ha quindi deciso di attivare una sua meccanica di codici promozionali. All’interno delle proprie storie inserisce infatti dei codici esclusivi che hanno una scadenza brevissima. Se l’utente vuole accedere a queste promozioni deve dunque seguire le storie che Amazon pubblica periodicamente su Snapchat e appena compare un codice promozionale deve trascriverlo e collegarsi sul market place di Amazon per poterlo redimere. Dopo 24 ore il codice non ha più validità.

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Ecco quindi che Snapchat sembra un Social molto interessante per i Retailer di tutte le fattezze. Da un lato parla ad un target giovane, il futuro di qualunque catena di negozi o ecommerce. Dall’altro prevede delle meccaniche di Story Telling alle quali il consumatore presta una forte attenzione. In tali momenti è facile raccontare e trasmettere i valori e i concetti tipici dell’insegna arrivando a comunicare in maniera organica su tematiche ben precise.

Inoltre, ma forse prima di tutto per i Retailer, si presta per operazioni promozionali di tipo tattico più degli altri social, proprio per la sua natura fortemente mordi e fuggi. Tutta la struttura Snapchat si basa infatti su una logica di durata a termine. E in questo la sua base di users dimostra di ritrovarsi e apprezzare. Concetto non distante dalle logiche promozionali tipiche del mondo Retail che spingono tanti consumatori ad una scelta di spesa attraverso variabili temporanee di convenienza.

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