Dopo Amazon anche Google si avventa sul mercato Fresh Food

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Da qualche anno Google ha avviato negli stati uniti il servizio Google Shopping Express, che consente ai suoi utenti di acquistare prodotti grocery tipicamente presenti nelle classiche catene di Supermercati. A seguito delle grandi manovre di Amazon nel mondo del Food infatti Google aveva sentito la necessità di non trovarsi impreparata e aveva avviato un modello di consegna a domicilio di prodotti alimentari passando però da un business model differente da quello di Amazon Fresh.

Amazon infatti prevede per il proprio servizio di consegna di alimentari un classico ciclo di Supply Chain in cui le consegne passano dai propri depositi e vengono consegnate tramite un servizio di delivery organizzato direttamente. Questo modello si è dimostrato molto complesso e relativamente poco redditizio, visto l’enorme impegno che richiede anche ad uno specialista come Amazon.

Google ha pertanto scelto di passare da un modello simile a quello di Instacart, in cui sono previsti degli accordi con catene di supermercati locali che fanno da punto di deposito e di smistamento delle consegne. In tal modo Google deve occuparsi esclusivamente della parte di traffico e marketing del sito, nonché delle consegne, che vengono effettuate direttamente da un sistema logistico targato Google Express.

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Tuttavia fino a poco tempo fa era possibile ordinare soltanto articoli non deperibili, rendendo estremamente limitata la soluzione offerta da Google, che pertanto non era ritenuta autorevole in un mercato come quello americano in cui le alternative complete non mancano. Un servizio di consegna a domicilio che dovrebbe puntare sulla frequenza non può mancare della parte dei freschi.

Ecco perché Google si è decisa ad investire ulteriori risorse per strutturare un servizio di delivery anche dei prodotti freschi. Nelle aree di Los Angeles e San Francisco è infatti da qualche mese disponibile anche l’ordine di ortofrutta, carne e prodotti freschi in genere. Google consegnerà i prodotti freschi di Costco, Walmart, Whole Foods, e Target al prezzo di 3 dollari circa a consegna per gli abbonati al servizio Express e di 5 dollari per i non abbonati.

Al tempo stesso Google sta cercando di apportare altre modifiche che rendano Express più al passo con l’offerta di Amazon. Ha infatti annunciato di ridurre i tempi di consegna da 4 a 2 ore, in maniera tale da avvicinarsi maggiormente alla velocità di Prime Now. Dal canto suo va detto che Google Express può espandere il suo servizio più rapidamente di AmazonFresh dal momento che non ha bisogno di magazzini per fare consegne dirette. Inoltre, Google può ampliare la propria affiliazione con più partner oltre alle aziende esistenti come Costco, Whole Foods, e Target espandendo rapidamente l’offerta.

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In merito alle ambizioni e alle esigenze di crescita di Amazon in questo settore sono emblematiche le parole di Brian Elliott, direttore generale di Google Express: “Se devo pagare qualcuno per trasportare il prodotto dal punto A al punto B, maggiore è la dimensione carrello di spesa, maggiori sono le entrate che mi permetteranno di compensare tale costo”.

Questo lascia intendere che anche Google ritiene fondamentale presidiare un settore della distribuzione alimentare online che già oggi vale negli Stati Uniti 10,9 miliardi di Dollari (fonte IBISWorld) e che crescerà ancora ad un tasso del 9,6% all’anno fino al 2019. A questo punto solo una domanda: a quando in Italia?

 

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