Ikea mette a dieta i suoi negozi per diventare più smart

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Ikea ha recentemente annunciato l’apertura di un nuovo punto vendita in Italia, a Cagliari. Non si tratterà però di uno dei classici punti vendita Ikea che conosciamo tutti, ma di un magazzino di appena 3.500 metri quadri. Una metratura ridottissima rispetto agli oltre 50.000 metri quadri canonici dei magazzini Ikea.

Ikea Pick Up

Quello di Cagliari è infatti un test per il mercato italiano che replica quanto già in allestimento a Tromsø, nell’estremo e desolato Nord della Norvegia. Si tratta di un format con formula Pick Up, quindi un negozio fisico in cui ritirare solamente acquisti virtuali e in cui sarà presente uno showroom delle novità di stagione.

Un format che da un lato riesce a snellire una struttura di costi tradizionalmente molto impegnativa e dall’altro asseconda la spinta del consumatore sull’acquisto online, senza rinunciare però al presidio della shopping experience, tanto cara ad Ikea.

Un format dunque che consente ad Ikea di arrivare anche in quelle aree in cui, fino ad ora, per motivi di insufficienza di bacino d’utenza o di isolamento, non aveva mai aperto uno dei suoi punti vendita.

Ikea Collection Point

Al tempo stesso sono stati annunciati da Ikea degli altri test in UK, Spagna e Canada, relativamente ad un altro format. In questo caso si tratta di un format di prossimità. Metrature più piccole del classico format, inferiori ai 20.000 mq, caratterizzate da un assortimento più compatto e da location più centrali.

Con questo format Ikea dichiara che questa è una risposta alla domanda dei propri consumatori di avvicinarsi a loro. Da una intervista in Uk sarebbe risultato infatti come limite dell’insegna quello di essere troppo distanti dai clienti.

Un format che quindi va incontro, all’opposto del Pick up, alle esigenze delle aree più densamente popolate, in cui oltre al classico magazzino Ikea è possibile ipotizzare anche delle altre strutture di vendita che incentivino una maggiore frequenza di acquisti.

Omnichannel

In entrambi i casi Ikea cerca di differenziare la propria offerta in termini di format di punto vendita. Si rende dunque conto che il format classico, quello con cui ha fatto fortuna, diventerà un limite con il saturarsi dei bacini classici. Troppo distante per avere un’alta frequenza di acquisto oppure troppo costoso per essere aperto in aree con bassa densità di popolazione.

Inoltre Ikea cerca di assecondare quel comportamento Omnichannel che si sta delineando nell’atteggiamento del consumatore, cercando di guidare questo cambiamento.

Un impegno di Ikea, che da sempre è stata attentissima alla shopping experience all’interno dei suoi punti vendita, arrivando a sviluppare ristoranti, aree gioco, rivendita alimentare etc. A questo punto resta solo un dubbio: troveremo le polpette svedesi anche nei nuovi negozi?

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