Le 5 caratteristiche che fanno dei Millennials gli Shopper più inafferrabili

  
Da qualche tempo si fa un gran parlare dei Millennials. La generazione dei giovani nati dopo il 1980 è cosi stata ribattezzata in America per identificare un segmento di popolazione ormai crescente che ha dei comportamenti e degli stili di vita particolarmente differenti dalle precedenti generazioni.

Da un’indagine di PEW Research emerge che in Europa i giovani nati dopo il 1980 e attualmente in età adulta rappresentano un 24% dell’intera popolazione adulta, contro un 27% degli Stati Uniti d’America. Ma entrando nel dettaglio dei singoli paesi emergono delle differenze altissime tra chi, come la Polonia, arriva al 28% e chi, come la nostra vecchia Italia, arriva a malapena al 19%. In ogni caso si tratta di una fascia di spesa importante, dato che in questa fase di vita tipicamente si mette su famiglia e si incrementa notevolmente la propria spesa destinata sia ai consumi di beni di largo consumo che a beni durevoli, come auto e immobili.

Il millennial è ad oggi un consumatore costantemente connesso, figlio della crisi economica che, anche nei paesi più ricchi, si è dovuto scontrare con un mercato del lavoro molto difficile. Questo ha maturato in lui degli atteggiamenti indecifrabili e variegati che mandano in tilt i classici schemi di Marketing.

1) PESSIMISTA 

Non a torto, è tipicamente un pessimista. In Italia la soddisfazione sul proprio sistema paese da parte di questo target di popolazione è appena dell’8%, anche a causa dell’elevato tasso di disoccupazione giovanile. Questo rende le sue aspettative economiche per il prossimo futuro estremamente basse. Ecco perché i Millennials sono giovani disincantati, incapaci di sognare e porsi degli obbiettivi di lungo termine. Quindi più orientati al breve periodo consapevoli di dover cambiare numerose strade, lavori, città.. abitudini di consumo. 

2) FLESSIBILE

La flessibilità, legata al mondo del lavoro che loro hanno conosciuto fa emergere nei Millennials dei comportamenti nelle abitudini di pianificazione della spesa e di acquisto estremamente a breve e soprattutto variabili. Il mancato accesso al credito tipico di tutti i paesi occidentali limita forme di spesa impegnative. Da un’indagine della Bocconi per conto di Axa emerge che il 50% dei Millennials in Italia esprime criticità sul tipo di consumi che si può permettere. Ecco quindi che le abitudini di spesa last minute e soprattutto flessibili sembrano somigliare più a quelle della generazione cresciuta dopo la grande guerra più che a quella dei propri genitori, cresciuti nel pieno ottimismo degli anni del boom economico.

3) INFORMATO

I Millennials sono sempre connessi, una stima recente parla addirittura di 15 ore al giorno. Smartphone, tablet, pc, TV. La quantità di dati a cui può accedere lo rende il consumatore più informato di sempre, estremamente attento alle variabili di una scelta d’acquisto, sempre più razionale. Il Millennial preferisce quindi costruirsi una sua idea del prodotto a lui più adatto e manifesta una certa diffidenza rispetto alla pubblicità massiva classica. Ecco perché oggi giorno per intercettare le nuove generazioni occorre puntare sul networking, cercando di trasmettere quell’esigenza informativa che il Millennial pretende.

4) ATTENTO AL PREZZO

L’unione di pessimismo e informazione lo rende estremamente sensibile al prezzo. È disposto a perdere del tempo pur di trovare la soluzione a lui più congeniale al minor prezzo. Questo lo rende anche multicanale. Non fa differenza per lui che si tratti di un negozio fisico o virtuale. A differenza dei boomers inoltre è costretto dalle difficili condizioni economiche a trovare delle soluzioni low cost.

5) COSCIENZIOSO

Rispetto ai propri genitori i Millennials risultano inoltre più coscienziosi nelle proprie abitudini di consumo, soprattutto sul food. Questo è emerso da un’indagine commissionata da McDonalds che più di tutti in questo momento cerca di reinterpretare la mutevole filosofia dei nuovi consumatori. Ecco quindi una grande sensibilità alla qualità dei cibi, agli ingredienti utilizzati e alle ricadute sociali dei propri consumi.
 

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