Personalizzazione di prodotto : Barilla scommette sulla stampa 3D di… pasta

Oramai tutti conoscono la stampa in 3D. Non tutti ne hanno fatto uso ma quantomeno sentito parlare, quello si. La classica stampa in 3D utilizza dei polimeri per la realizzazione di manufatti molto complessi, tant’è che il principale utilizzo che se ne fa è per la prototipazione industriale.

A quella originale si sono però aggiunte negli ultimi anni delle varianti alternative ai materiali plastici. C’è chi l’ha proposta nella versione metallo. Chi invece l’ha utilizzata con il calcestruzzo, per la stampa di veri e propri immobili.

Recentemente negli Stati Uniti qualcuno l’ha addirittura testata con la pizza o la pasta di semola.

A questo punto Barilla, in quanto leader mondiale di categoria, si è sentita parte in causa e ha deciso di organizzare un contest in cui mettere a disposizione un montepremi per i migliori “progetti” di pasta corta realizzabili esclusivamente tramite stampa 3D.

Ad accaparrarsi il primo premio è stato un francese, tramite il modello “rosa”, caratterizzato da una forma simile ad un bocciolo che in fase di bollitura si apre proprio come una rosa. A seguire altri modelli provenienti un po’ da tutto il mondo e realizzati da persone non proprio affini al mondo della pasta, ma più a quello della robotica o della progettazione. Segnale che il mondo della stampa 3D, finora relegato ai garage un po’ come nell’epoca dei primi Mac, è ora pronto a fondersi alla vita reale trovando nuove forme di applicazione nelle abitudini quotidiane.

Barilla a sua volta dimostra una forte sensibilità al tema della personalizzazione di prodotto. Il consumatore infatti comunica una crescente necessità di far suo il prodotto e il mondo della pasta non sembra essere esente da questo fenomeno. Da qualche anno si riscontra un’altissima attenzione da parte dei clienti ai processi produttivi e agli ingredienti utilizzati. Tra le categorie con un più alto tasso di crescita si riscontrano infatti le farine, soprattutto quelle speciali, come il kamut. Tutti gli ingredienti base hanno un ritorno di fiamma per il duplice effetto dato sia dalle trasmissioni stile Masterchef che dall’aumento della sensibilità alla qualità alimentare.

Probabilmente una soluzione che permette di personalizzare la forma della pasta che si andrà a proporre ai propri figli va anche al di là delle esigenze del consumatore attuale, ma un’azienda come Barilla ha comunque il dovere di presidiare qualunque novità abbia a che fare con la categoria.

E chissà che anche altri player non vadano a seguire la stessa strada realizzando, chissà.. dei selfie di cioccolato?

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