Carrello della spesa 2.0: la geo localizzazione del cliente su punto vendita

L'inflazione corre, sale il carovita Cambridge Consultants, una società inglese attiva nella ricerca sulle più disparate tecnologie, ha ideato un dispositivo che consente di tracciare costantemente la posizione del consumatore all’interno del punto vendita. In parole povere si tratta di un sensore radio installato sul carrello che trasmette la propria posizione via Bluetooth ad un ricevitore che archivia l’informazione. Il ripetitore è posizionato su una delle ruote di modo da sfruttare la stessa spinta del consumatore per rigenerare la carica e non dover pensare a sostituzione di batterie o allacci alla rete elettrica.

Al momento nessuno ha ancora avuto modo di sfruttarlo realmente su funzionalità in larga scala, ma le ipotesi di utilizzo sono varie.

Innanzitutto si ha la possibilità di tracciare il percorso del consumatore sul pdv e quindi riuscire, tramite dei monitor posizionati lungo il layout, a trasmettere dei messaggi o delle iniziative pubblicitarie ad hoc nel giusto momento.

Inoltre risulta molto utile per lo studio dei percorsi dei vari target di cliente all’interno di ciascuna piastra di vendita, andando quindi a migliorarne il layout o sfruttarne le caratteristiche peculiari.

Potrebbe essere associato ad una tipica lista della spesa dello specifico consumatore per suggerirne un percorso che ottimizzi il tempo trascorso su punto vendita. Insomma le applicazioni pratiche di una soluzione tecnologica di questo tipo sono tante, come sempre.

Tutto sta nel riuscire a capire l’effettivo rapporto costi benefici. Il costo è una volta tanto abbastanza economico. Si parla di 7 euro a carrello. Equipaggiare un parco carrelli di un supermercato medio potrebbe significare quindi un migliaio di euro. I benefici invece.. Beh, quelli bisogna ancora misurarli sul campo. Starà a quelli maggiormente predisposti alla novità perderci dietro un po’ di risorse e di tempo. E soprattutto starà a loro capire quale sia l’applicazione reale che rende maggiormente.

Il vantaggio competitivo passa proprio dalla capacità di disporre di certe informazioni o soluzioni che gli altri non sanno neppure esistano, o che non esistano proprio (ancora).

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