Mondo Retail: le 4 chiavi di successo per il 2015

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Il 2015 sarà un anno fortemente dinamico per il mondo Retail, con una partita che si giocherà su campi difficili, non sempre noti. Sia il cambio di abitudini del consumatore che l’innovazione tecnologica rimettono infatti in discussione i vecchi paradigmi e il gioco si fa sempre più complicato sia per le catene del mondo della grande distribuzione che della distribuzione specializzata. Nel 2015 vedremo infatti aumentare la concorrenza multi canale, la richiesta di personalizzazione da parte del consumatore, le nuove meccaniche promozionale digitali e non sempre sarà facile identificare le priorità di intervento.

Ho quindi provato, stando ai segnali emersi nell’anno appena terminato, a identificare 4 aree di opportunità in cui é possibile ipotizzare uno sviluppo da parte della gdo nel 2015.

1 Localismi. L’attenzione dei consumatori alle origini dei prodotti sta guadagnando forza, in tutto il mondo. Questo porta a valorizzare maggiormente i prodotti locali, che hanno un’origine ben chiara nella testa del consumatore e che ai suoi occhi rappresentano una soluzione sicura e socialmente equa. Questo discorso vale senza dubbio per gli alimentari, ma sembrerebbe che anche il mondo No Food non sia esonerato. Lo dimostra la grande attenzione prestata dagli spettatori alle puntate di Report su Moncler e Prada. Il mondo Retail non può chiamarsi fuori da questa sfida. Soprattutto le piccole catene indipendenti possono trovare nei Localismi una grande punto di forza. Assortimenti, promozioni e immagine in store possono ruotare più facilmente attorno alle origini.

2. Multicanalità. Il consumatore è sempre più informato, mobile, flessibile. Vuole quello che vuole, quando lo vuole, dove lo vuole e al prezzo che ritiene opportuno. Non si può più quindi ingabbiarlo in un’unica proposta commerciale. Inditex esordì con la catena di abbigliamento mainstream Zara, ottenendo subito enormi risultati. Negli ultimi anni però ha capito che una soluzione piatta rischiava di risultare rigida e poco efficace. Tant’è che ha iniziato ad aprire altri format di diverse dimensioni, assortimenti e posizionamento prezzo: Massimo Dutti, Bershka, Pull and Bear etc. Oggi la sfida è più ampia, in quanto non ci si può limitare ai vari canali fisici, ma occorre cimentarsi sui canali online che, per loro natura sono molteplici e variabili (da e commerce proprietario, a market place a social commerce). Chi della Gdo andasse quest’anno sulla strada dell’ home delivery e del click & collect avrebbe un grande vantaggio competitivo. In Francia per esempio il click & collect con la formula drive-in ha già raggiunto il 5% delle vendite del mondo Grocery.

3. Personalizzazione. L’enorme quantità di dati dei consumatori che oggi giorno i Retailer hanno a disposizione consente di ipotizzare un servizio sempre più personalizzato. L’efficacia promozionale di un’offerta mirata sulla base delle specifiche abitudini di un consumatore è enormemente più alta di una destinata a tutti. Eppure ad oggi la stragrande maggioranza delle offerte è ancora mass market. La distribuzione degli smartphone presso una parte crescente della popolazione apre le porte a chi, nel 2015, riuscirà a trovare un modo efficace per sfruttare al meglio tali dati, sia nella promozionalità, nella scelta del punto vendita, che nello shopping trip su negozio.

4. Shopping Experience. Solo il mondo del fashion e alcuni specialisti della profumeria fino ad oggi hanno dimostrato una sufficiente attenzione all’esperienza di acquisto e di consumo. La gdo ha spesso trascurato l’esperienza d’acquisto dello shopper e ultimamente, a causa della gara sulla competitività, è stata costretta a tagliare il livello di servizio offerto. Ma è inutile fare attrazione con prezzi bassi e promozioni se quando i buoi sono entrati nella stalla non si riesce a mungerli. Nel breve futuro si vede su questa strada un aiuto dalla tecnologia, che consente, tramite gli smartphone di trasmettere le informazioni di cui il consumatore ha bisogno durante la fase decisionale di shopping (es sulle origini dei prodotti o sulle caratteristiche tecniche), permettendo di aumentare il percepito su categorie complesse e ad alto valore aggiunto, migliorando così il basket di spesa, ma soprattutto generando un ricordo positivo dello store che per primo dovesse garantire un servizio realmente efficace in tale direzione.

Sicuramente sono tante altre le strade che una catena della Gdo dovrà battere per vincere la propria sfida nel campo della competizione del 2015, ma le 4 sopra rappresentano quelle con un tasso di innovazione e di evoluzione maggiore e che a breve potrebbero cambiare totalmente il volto del mondo Retail.

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